Skully Recensione: un platform puzzle fuori di testa

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Brian Adam
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Skully sfreccia verso PC e console a tutta velocità, proponendo ai giocatori un’esperienza ludica che combina platforming e puzzle ambientali.

recensione Skully Recensione: un platform puzzle fuori di testa

Plasmato dagli sviluppatori di Finish Line Games e portato sul mercato dal publisher Modus Games, Skully si appresta ad irrompere a tutta velocità nei cataloghi PC e console. Gli artigiani videoludici di stanza a Toronto propongono al pubblico un’avventura vivace e briosa, capace di mettere alla prova i riflessi e la creatività dei giocatori. Fondendo un’essenza da platform 3D con la costante acquisizione di nuovi poteri e rompicapi ambientali, Skully ci invita alla scoperta di un’isola popolata di eccentriche divinità. Disponibile a partire dal 4 agosto, l’indie ci cala in un mondo in cui una misteriosa argilla incantata offrirà a un teschio solitario una nuova vita e una nobile missione. Dopo aver sfrecciato, rotolato e rimbalzato a volontà su PlayStation 4, siamo pronti a raccontarvi le nostre impressioni su Skully.

Un’isola martoriata: divinità e scontri fratricidi

Il nostro alter ego è un personaggio di buon cuore, anche se, malauguratamente, ne è al momento sprovvisto. Skully non è infatti altro che un teschio, approdato sulle spiagge di un assolato e verdeggiante isolotto. Inanimato, si lascia trasportare dalle onde, sino a che un’entità misteriosa non lo raccoglie incuriosita. Vedendo nell’ossuto ospite arenatosi sulla sabbia una sorta di segno del destino, quest’ultima decide di evocare i propri poteri per infondergli nuova vita. Lo scopo? Coinvolgerlo in un tentativo disperato di salvare l’isola dal caos e da una distruzione assicurata.

Narrata tramite cut-scene animate in stile stop-motion, la trama di Skully ruota attorno a una faida famigliare che coinvolge capricciose divinità elementali. Il nostro ossuto protagonista è stato soccorso da Terry, primogenito di quattro fratelli, impegnato in una missione volta a far ragionare i suoi recalcitranti parenti. Entità legata alla terra e alle rocce, quest’ultimo ci chiederà di accompagnarlo in un viaggio attraverso i diversi ecosistemi dell’isola, per cercare di convincere la sua famiglia a cessare di contendersi il controllo del paradiso naturale in cui risiede.

Sono ormai anni che il fratello Bert, divinità del vento, e le sorelle Wanda e Fiona, rispettivamente divinità dell’acqua e del fuoco, si scontrano e tradiscono, nel tentativo di metter mano su di un’arcana forma di potere. Esasperato dalla situazione, ma troppo debole per imporsi, il saggio Terry è ora deciso a farli ragionare. Consapevole che la missione potrebbe richiedere mezzi meno diplomatici di un pacifico scambio di opinioni, ha dunque scelto di accoglierci come silenziosi compagni di viaggio scolpiti nell’argilla.

Nonostante premesse molto semplici e una struttura non certo articolata, le vicende che offrono contesto a Skully rappresentano una cornice narrativa divertente, capace di trainare senza sforzo l’avanzamento in-game. Carica di ironia e leggerezza, accompagna il giocatore sia tramite cut-scene sia tramite i racconti di Terry, che non esiterà a chiacchierare con Skully mentre il povero teschio è impegnato a raggiungere piattaforme sopraelevate o a sfrecciare attraverso fiamme roventi. Con doppiaggio inglese e sottotitoli in italiano, la storia intessuta da Finish Line Games ci ha lasciato un’impressione positiva: ritmo cadenzato e toni scherzosi accompagnano con efficacia una narrazione senza pretese, ma piacevole, capace di incuriosire e persino di riservare qualche piccola sorpresa.

Una biglia impazzita!

Skully è un alter-ego dall’indole irrequieta: a causa della sua peculiare conformazione non offre infatti la quieta prevedibilità di una sfera perfetta, richiamando piuttosto alla mente le capricciose reazioni tipiche di una palla da rubgy. Il teschio si mantiene in costante movimento, salvo che si trovi su superfici perfettamente lisce, condizione alquanto rara nel platform confezionato dagli sviluppatori canadesi.

Impugnando il controller, si avrà inizialmente la sensazione di trovarsi al controllo di una strana biglia impazzita, ma in breve tempo si inizierà a familiarizzare con le logiche che regolano l’avanzata di Skully. Il protagonista si dimostra sensibile alle pendenze, all’inclinazione del terreno e alla sua conformazione, con l’insieme di questi elementi che concorre a dar vita ad un adrenalinico alternarsi di accelerate, sferzate e rimbalzi. Destreggiarsi con queste dinamiche risulta decisamente divertente, anche grazie ad una responsività del sistema di controllo che si dimostra complessivamente precisa e reattiva.
Il nostro teschio ha a sua disposizione la possibilità di rotolare lungo l’isola a velocità variabili, sfruttando pendenze o rincorse per compiere balzi più o meno ampi. A ciò si aggiunge la capacità di ancorarsi a pareti erbose verticali, sulle quali può avanzare in ogni direzione. Ma attenzione: muovetevi con circospezione, perché anche il minimo contatto con le superfici circostanti vi farà immediatamente perdere aderenza, sbalzandovi lontano dalla vostra rotta ideale.

Le dinamiche di movimento di Skully spingono a mantenere una condizione di costante concentrazione, visto che anche l’apparentemente scontato passaggio da una piattaforma sopraelevata a un’altra potrebbe non risultare invece così semplice. Ad attenuare la tensione lungo l’incedere di ognuno dei 18 livelli che compongono l’avventura, ci pensa tuttavia una presenza decisamente abbondante di checkpoint, che abbiamo talvolta trovato fin troppo numerosi.

Costituiti da pozze di argilla incantata, questi ultimi consentono a Skully di ripristinare la sua intera salute: il piccolo teschio può infatti subire danno in diversi modi. Schizzi d’acqua generati da cascate o roventi superfici riscaldate dalla lava deteriorano l’ossuto protagonista, così come l’azione dei nemici che popolano l’isola. Questi ultimi, va detto, sono purtroppo estremamente ridotti in varietà, con poche tipologie che si ripresentano con frequenza lungo lo scorrere dell’intera avventura. La minaccia rappresentata da queste creature è inoltre contenuta: quasi mai siamo incorsi in un game over a causa della loro presenza a schermo.

Perire, sia per esaurimento della vita sia per il fallimento di una fase di platforming, determinerà ovviamente la necessità di ripartire dall’ultimo checkpoint attivato. Vista la numerosità di questi ultimi, tuttavia, la strada da ripercorrere raramente sarà lunga: una scelta che disinnesca il rischio di frustrazione e che si muove in direzione di una maggiore accessibilità per la produzione.

Rotola, rimbalza, combatti…e ingegnati!

A rendere più dinamica la nostra avanzata, troviamo una meccanica che rappresenta il cuore dell’esperienza ludica di Skully. Presso i checkpoint, il protagonista può infatti mutare la propria forma, grazie a tre tipologie di trasformazioni. Sbloccabili progressivamente, queste consistono in veri e propri esoscheletri composti di argilla fatata, dotati delle più bizzarre e utili caratteristiche.

Una creatura massiccia ci permetterà di godere di maggiore stabilità e di abbattere gli ostacoli che intralciano il nostro cammino, siano essi avversari o pareti rocciose. Una seconda trasformazione ci porrà invece nei panni di un piccolo e tozzo essere argilloso in grado di compiere drastiche accelerate e lunghissimi balzi. Infine, un essere più longilineo si rivelerà particolarmente utile per sfruttare la verticalità dei livelli, grazie a un vigoroso doppio balzo. Con l’avanzamento, ognuna delle tre forme acquisirà ulteriori poteri, come la possibilità di controllare alcuni tipi di piattaforme o di scagliare lontano il povero e (quasi) sferico protagonista.

Alternare le tre diverse forme di Skully è essenziale per portare a termine l’avventura e ogni livello richiede al giocatore di ingegnarsi per la risoluzione di rompicapi ambientali la cui complessità aumenta progressivamente. Se i primi livelli di Skully risultano dunque decisamente semplici e scorrevoli, con logiche alquanto immediate, la situazione si modifica con l’avanzamento.

Il gioco offre infatti il suo meglio solamente una volta sbloccate tutte e tre le forme alternative del teschio, con livelli che per essere completati ci impongono di far collaborare e interagire i nostri esoscheletri. Come? Sulla carta è molto semplice, ma nella pratica dovrete dar fondo a capacità di osservazione e creatività.

A ogni checkpoint, il nostro teschio può generare una creatura, per poi controllarla lungo il livello sino a che lo aggrada, come si trattasse di una sorta di bizzarro veicolo. Una volta abbandonata, tuttavia, quest’ultima non si dissolverà. Al contrario, resterà inanimata nel mondo di gioco, mantenendo peraltro efficaci gli effetti dei poteri attivati in precedenza da Skully. Un semplice esempio: una piattaforma che si trova sospesa in aria grazie alla nostra azione, continuerà a galleggiare anche qualora il protagonista abbandoni l’esoscheletro dotato del relativo potere.

Complessivamente, potremo tenere attivi fino a tre “gusci” in contemporanea. Questa meccanica apre la strada a un’infinita e stimolante serie di possibilità di interazione con l’ambiente circostante. L’isola di Skully è infatti costellata di puzzle da risolvere proprio sfruttando la coesistenza di molteplici forme di argilla controllabili dal nostro teschio, che può muoversi liberamente tra l’una e l’altra. Gli enigmi, come prevedibile, si faranno via via più complessi con l’incedere dell’avventura, con sezioni anche parecchio impegnative, che richiederanno pazienza, inventiva e precisione per essere superate.

La costante acquisizione di nuovi poteri rende piacevole l’avanzata verso il livello finale, con una varietà in termini di puzzle proposti piuttosto apprezzabile. Come detto, gli enigmi risultano particolarmente stimolanti laddove è richiesto di combinare le diverse abilità dei nostri argillosi alter-ego. Una procedura, quest’ultima, che implica però un rallentamento dell’azione: in queste fasi, la componente puzzle del gioco diviene infatti dominante, riducendone l’anima platform.

Le forme alternative del protagonista, pur offrendo un proprio contributo al superamento di alcune sezioni di livello, risultano meno agili e decisamente più semplici da controllare rispetto a Skully. Sfruttare la possibilità di compiere un lungo balzo o di ricorrere al doppio salto sono sì funzionali all’avanzamento, ma offrono meno soddisfazione rispetto ai frenetici rimbalzi del teschio. Il risultato finale delinea dunque un quadro di frequente alternanza tra componente puzzle e le fasi di platforming con maggior mordente. Se da un lato si può apprezzare questa sorta di staffetta ludica, dall’altro gli utenti in cerca di un’esperienza più dinamica potrebbero non apprezzare i frequenti cali di ritmo di una formula che complessivamente avrebbe forse richiesto di essere modellata in maniera più omogenea.

Sfrecciare ed esplorare in libertà

Pregevole è invece la possibilità di adottare diversi approcci al gameplay, che si rivela malleabile esattamente quanto l’argilla che ne rappresenta il fulcro. I giocatori più irrequieti potranno concentrarsi sulla ricerca della strada maestra, privilegiando la rapidissima e agile forma base di Skully, con un metodo di avanzamento quasi da speed-runner. Quest’opzione si rivela divertente e portatrice di grandi soddisfazioni: raggiungere la fine di un livello sfruttando scorciatoie tracciate compiendo balzi millimetrici ad alta velocità offre infatti un notevole appagamento.

D’altra parte, i giocatori più riflessivi e meticolosi troveranno una piacevole occupazione nell’esplorazione del mondo di gioco e nella caccia a fiori dorati collezionabili, la cui raccolta sblocca una galleria di concept art e illustrazioni. Il level design di Skully è infatti ben concepito, con livelli che includono aree anche alquanto complesse da raggiungere, che sapranno proporre una valida sfida ai completisti più irriducibili.

A tutto ciò si aggiungono poi vere e proprie Boss Fight, che pur senza risultare memorabili arricchiscono ulteriormente l’esperienza di gioco. Divertenti e ben congegnati, gli scontri riescono a mettere alla prova i riflessi dei giocatori, senza tuttavia offrire un livello di sfida particolarmente elevato. Complessivamente, il completamento dell’avventura richiede circa 6-8 ore, a seconda dell’abilità del giocatore. La longevità, tuttavia, aumenta esponenzialmente nel caso in cui si vogliano scoprire tutti i segreti dell’isola, attività alla quale ci si potrà dedicare anche in un secondo momento. Dopo aver terminato Skully, sarà infatti possibile ripercorrere liberamente ognuno dei 18 livelli che lo compongono.

Pur non presentando picchi estetici di particolare impatto, l’estetica di Skully si mantiene piacevole lungo l’intera avventura. Le ambientazioni variano con frequenza, spaziando tra spiagge soleggiate, cavità rocciose in cui fluiscono fiumi di magma o oscure miniere illuminate soltanto da una vegetazione fluorescente. Su questo fronte, tuttavia, la portata contenuta della produzione si palesa in maniera più marcata, con un frequente riutilizzo di setting, asset e soluzioni estetiche, che minano in parte la differenziazione delle aree. Ci ritroveremo così ad attraversare tornanti di roccia o fiumi di lava con una frequenza maggiore di quanto è forse legittimo aspettarsi, anche considerato il contenuto numero di livelli che compongono il gioco. Piuttosto ridotto anche lo sforzo produttivo riservato alla colonna sonora, che si limita a offrire un piacevole e onesto accompagnamento a ogni livello, senza brillare per originalità o varietà.

Sul fronte tecnico, nella nostra esperienza non abbiamo ravvisato particolari problematiche, se non saltuarie imprecisioni della telecamera nel seguire alcuni passaggi. Elemento essenziale, il gioco garantisce un’esperienza solida sul fronte del framerate, che offre una stabilità soddisfacente, che accompagna con efficienza anche le manovre più spericolate del nostro Skully.

Skully
SkullyVersione Analizzata Nintendo SwitchSkully propone a un prezzo contenuto (29,99€ su PS4, Xbox One e PC; 34,99€ su Nintendo Switch) una piacevole esperienza pensata per gli appassionati di platform e puzzle game. Incastonato in una cornice narrativa gradevole e scanzonata, offre un’ampia libertà di approcci al gameplay, la possibilità di sbloccare con frequenza nuovi poteri e un livello di sfida apprezzabile ma mai frustrante. Alcune mancanze sul fronte tecnico rivelano la natura indie della produzione, senza tuttavia inificiarne la capacità di offrire diverse ore di divertimento, con una formula che trova però pieno compimento solo nel momento in cui si acquisisce il controllo di tutte le forme alternative del nostro teschio. Tra toni ironici e un protagonista quantomeno bizzarro, Skully ha le potenzialità per intrattenere giocatori disposti a cimentarsi con un titolo la cui struttura si modella attorno ad una frequente oscillazione tra platform e puzzle game.