The Legend of Heroes Trails of Cold Steel 2 Recensione: la guerra infuria

Must Read

Smart Threat Defense: How AI Helps Businesses

Companies should not be alone. In a world that is moving towards full digitization, in a country where many still raise their eyebrows when talking...

Battery life problems after updating to MIUI 12? You’re not alone

A growing number of users are reporting on Xiaomi and Reddit forums (1/2/3/4/5) about problems with battery life after the latest MIUI 12 update....

Vivo Y11S, Vivo 20S and Vivo Y70: the most basic range with which Vivo aspires

Today is an important day for Vivo. The Chinese company officially disembarks in the European markets, Spain among them, with nothing more and nothing less...

Lee Kun-Hee, the father of Samsung’s success, dies

Lee Kun-Hee, who has long been considered the founder of the hugely successful Korean conglomerate Samsung, has passed away. Samsung has announced that Lee...
Brian Adam
Professional Blogger, V logger, traveler and explorer of new horizons.

Dopo aver riscoperto la mitologia di Erebonia col primo episodio della tetralogia, ci siamo lasciati travolgere dalla guerra civile raccontata dal sequel.

recensione The Legend of Heroes Trails of Cold Steel 2 Recensione: la guerra infuria

Come potete leggere nella nostra recensione di The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel per PlayStation 4, il primo episodio della tetralogia confezionata da Nihon Falcom è un JRPG galvanizzante e magistrale, il cui unico vero difetto è rappresentato da un comparto tecnico ormai obsoleto. Quello che forse non sapete è che il prodotto, pur presentando una storia appassionante e complessa, è stato concepito come base su cui edificare pian piano un background geopolitico imponente e intricato, nonché destinato ad espandersi a macchia d’olio. Nella sua indiscutibile bontà, il primo Trails of Cold Steel è in definitiva il prologo di un’opera ancora più vasta e avvincente, un succulento antipasto che non può e non deve essere consumato senza le tre portate successive.

Più che un sequel, The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel II in particolare può essere quindi considerato la seconda parte del titolo originale, anche perché la sua storia parte esattamente da quel sofferto cliffhanger finale che a suo tempo lasciò i fan alle prese con una tensione palpabile e una curiosità insaziabile circa gli eventi successivi. Di conseguenza, la seconda tappa della nostra recente “Road to Cold Steel IV” non poteva che essere la versione rimasterizzata per PlayStation 4 di The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel, di cui vi proponiamo le nostre consolidate impressioni.

Studenti tra due fuochi

Essendo un sequel diretto del primo episodio, il prologo di The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel II è ambientato trenta giorni dopo l’inizio della sanguinosa guerra civile provocata dalla Fazione Nobile e dalla cellula terrorista nota come “Fronte di Liberazione Imperiale”. Il Cancelliere Giliath Osborne è stato ucciso prima ancora che potesse completare il discorso nazionale tenuto nella Dreichels Plaza di Heimdallr, la famiglia imperiale è sotto sequestro e la Fazione Riformista è caduta quasi del tutto sotto i colpi dell’esercito formato dalle Quattro Grandi Casate.

Fuggito da Trista grazie al provvidenziale quanto disperato intervento della Classe VII, il giovane Rean Schwarzer è sopravvissuto per miracolo alla furiosa battaglia che si è tenuta nei pressi della Thors Military Academy. Durante la prima sincronizzazione con Valimar, il ragazzo ha difatti completamente esaurito le forze, ma è riuscito a salvarsi solo grazie al suo gigantesco Divine Knight, che appunto ha utilizzato sino all’ultima briciola del proprio mana rimastogli per tenerlo in vita e guarirlo. Lento e delicato, il processo ha però richiesto addirittura un mese, ragion per cui Rean, al suo risveglio, si è ritrovato impossibilitato a ricongiungersi coi propri amici. Raggiunto dalla sorella adottiva Elise e dalla principessa Alfis, che subito dopo la rivolta si sono rifugiate tra le montagne di Ymir, il ragazzo fa dunque ritorno nelle terre amministrate dal barone Schwarzer, suo padre, allo scopo di recuperare le forze perdute e capire cosa sia successo durante la sua atipica e prolungata convalescenza.

Senza entrare troppo nel dettaglio, al fine di non rovinarvi i drammatici colpi di scena elargiti sin dal prologo di The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel II, un evento assai improvvisto e inaspettato obbligherà Rean a tornare immediatamente in azione. Coadiuvato dal volenteroso Toval, che nella prima parte dell’avventura lo accompagnerà nel suo pericoloso viaggio attraverso la nazione più grande del continente di Zemuria, il cadetto dovrà riunire i membri dispersi del suo gruppo ed esaudire il desiderio che a suo tempo ha spinto il principe Olivert a creare la Classe VII: istituire una terza fazione che possa comprendere i problemi del popolo di Erebonia e porre fine alle ostilità.

Come di certo avrete intuito a questo punto, se il primo Trails of Cold Steel era caratterizzato da un andamento più pacato, necessario più che altro a tessere un macrointreccio narrativo con centinaia di attori diversi e marcarli con assoluta precisione, The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel II ne espande la lore e, sorretto da un operato di world building già mastodontico e ineguagliabile, assume un ritmo forsennato e adatto al tema della guerra civile. Il risultato è un JRPG leggermente meno longevo (la cui campagna principale porta via non più di 40 ore circa), ma che nel complesso tende a pizzicare con maggiore frequenza ed efficacia le corde dell’anima del giocatore, provocando un crescendo di emozioni e sentimenti sin dalle prime ore di gioco. Anche perché il percorso di crescita compiuto stavolta dalla Classe VII porta l’utente ad affezionarsi ulteriormente a tutti i suoi membri, patire sulla propria pelle i loro travagli e a non volersene più staccare.

Una formula perfezionata

The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel II rappresenta la naturale estensione del primo episodio anche dal punto di vista ludico, dal quale ha ereditato un impianto notevole e sapido. Difatti, sia il sistema di combattimento che la progressione presentano delle differenze minime rispetto all’originale, ma non per questo poco influenti nell’economia del titolo.

Innanzitutto, è bene precisare che Trails of Cold Steel II risulta molto meno lineare del primo episodio, che in nessuna circostanza lasciava al giocatore la libertà di esplorare le regioni di Erebonia e di tornare nei luoghi visitati durante le ricerche sul campo effettuare dalla Classe VII nel corso della main quest. Fatta eccezione per il primo terzo dell’avventura, che prevede delle tappe obbligatorie necessarie a rimettere assieme l’affiatato gruppo di cadetti, Trails of Cold Steel II regala invece un’esperienza più fresca e immediata, anche grazie all’introduzione del viaggio rapido e alle funzioni da HUB assegnate stavolta alla fiammante aeronave nota come Courageous (purtroppo non pilotabile).

Il secondo episodio della tetralogia ha conservato persino la componente slice of life apprezzata nel titolo precedente, che tuttavia è stata ridimensionata per far fronte alle gravose esigenze imposte dalla trama. Come risultato, le lezioni e la suddivisione in giornate che caratterizzavano le prime ore di ciascun capitolo di Trails of Cold Steel sono state rimosse e sostituite da una breve fase che, tra una missione e l’altra del sequel, permettono al cadetto Rean Shwarzer di spendere i “bonding point” a disposizione per esplorare la caratterizzazione, migliorare i rapporti con i compagni di classe preferiti dal giocatore e velocizzare il level up del legame tra i protagonisti, che a questo giro può raggiungere persino il livello 7 e sbloccare ulteriori interventi e attacchi follow-up.

Rigorosamente a turni, l’articolato sistema di combattimento ripropone tutte meccaniche e le numerose variabili descritte nella recensione del primo gioco, come ad esempio le Arti, i Craft e i cinematici S-Craft, senza dimenticare gli utilissimi Bonus AT e il Link Attack. In termini prettamente ludici, le novità vere e proprie vanno ricercate nell’Overdrive, nello Spirit Unification, nelle battaglie tra mecha e nella possibilità di dare finalmente via a una serie di scontri consecutivi coi vari nemici presenti sulla mappa di gioco. Laddove il primo Trails of Cold Steel impediva di ingaggiare battaglia con più gruppi di mostri, il sequel consente invece di sfidare tutti i nemici nelle immediate vicinanze e di affrontarli in un massimo di tre combattimenti consecutivi, velocizzando l’eliminazione delle creature e incrementando la percentuale di punti esperienza ricevuti dopo aver conseguito la vittoria finale.

Overdrive e Spirit Unification sono invece due power-up momentanei che, ai livelli di difficoltà più elevati, tendono persino a capovolgere l’esito degli scontri più laboriosi. Se lo Spirit Unification è un’abilità esclusiva di Rean, che appunto gli permette di risvegliare i propri poteri latenti e di godere per ben tre turni di generosissimi bonus alle statistiche di base, l’Overdrive è una meccanica un tantino più complessa e che coinvolge due personaggi collegati. Riempendo l’apposita barra, l’utente può infatti attivare uno stato temporaneo che permette alla coppia di eseguire tre azioni consecutive, ignorando del tutto i normali turni stabiliti dal sistema. Oltretutto, l‘innesco dell’Overdrive ripristina gli HP, gli EP e i CP dei due personaggi, rimuove qualsiasi alterazione di stato, fa sì che anche gli incantesimi più proibitivi vengano scagliati all’istante e soprattutto consente a tutti gli attacchi portati a segno di sbilanciare i nemici colpiti, incrementando le probabilità di stordirli o far perdere loro qualche turno. Una risorsa preziosa e utile, che se utilizzata con strategia e parsimonia incrementa a dismisura il potenziale bellico della squadra.

Mecha fantastici e come contrastarli

Introdotti soltanto nelle ultime ore del titolo precedente, i mecha costituiscono la novità più importante del pacchetto e giocano un ruolo fondamentale nella trama di Trails of Cold Steel II.

Sviluppati in gran segreto dalla Fazione Nobiliare sul modello dei potenti Divine Knight menzionati nelle leggende di Erebonia, i cosiddetti Soldati Panzer sono armature umanoidi da combattimento di grandi dimensioni e ormai rappresentano il grosso delle forze armate dispiegate in guerra dall’esercito provinciale messo assieme dalle Quattro Grandi Casate. A ragion veduta, Trails of Cold Steel II è ricco di battaglie tra mecha che costringono il giovane Rean Schwarzer a richiedere l’intervento dell’imponente Ashen Knight chiamato Valimar, ossia il Divine Knight che durante il festival studentesco tenuto presso la Thors Military Academy ha risvegliato assieme agli altri cadetti della Classe VII.

A questo punto si rende necessaria una piccola premessa: sacrificando 500 EP, il giovane eroe può evocare il suo Divine Knight in qualsiasi combattimento regolare (con rarissime eccezioni), ma questi lascia il campo di battaglia dopo tre turni al massimo. Gli scontri veri e propri tra mecha, invece, sono regolamentati da meccaniche particolari e possono parteciparvi soltanto Valimar e i Soldati Panzer della Fazione Nobile, che di conseguenza obbligano gli altri membri della Classe VII a farsi di volta in volta da parte e a lasciare campo libero al loro leader. Rigorosamente a turni, le fasi di lotta offrono al giocatore l’opportunità di scegliere quale parte dell’antropomorfo avversario colpire, anche perché un sistema basato sulla morra cinese e sulle varie pose assunte di volta in volta dai mecha durante lo scontro stabilisce se una determinata azione vada o meno a segno, innescando degli attacchi follow-up in caso di riuscita o violenti contrattacchi nel caso contrario.

Tutt’altro che entusiasmanti, poiché non richiedono alcuna strategia, ma si basano sulla memoria e su un pizzico di trial and error, gli scontri tra antropomorfi ci sono comunque parsi un espediente valido e piacevole per incrementare la già sorprendente varietà offerta da Trails of Cold Steel II. In compenso, dal momento che ogni battaglia affianca al buon Rean un partner umano, conferendogli abilità diverse, gli attacchi speciali di Valimar possono essere modificati a seconda delle necessità, semplicemente rimpiazzando il compagno selezionato di default (in genere quello con legame più forte) col cadetto desiderato. Si tratta di un’opzione dalla duplice utilità, perché se all’atto pratico introduce un brioso accenno di strategia, dall’altra permette al personaggio selezionato di acquisire ulteriori punti legame necessari al miglioramento del rapporto col protagonista.

L’edizione più ricca

Per quanto concerne il comparto tecnico, The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel II presenta le medesime problematiche accusate dal proprio predecessore e imputabili all’età del prodotto, che in Giappone è stato lanciato nel 2014, che alle impietose origini handheld. I modelli poligonali spigolosi e le animazioni legnose rappresentano comunque un sacrificio più che ragionevole per continuare a scoprire una scrittura magistrale e uno dei migliori sistemi di combattimento a turni che la storia ricordi. Tra l’altro, come avvenuto per la versione rimasterizzata del primo episodio, Trails of Cold Steel II gode su PlayStation 4 della Modalità Turbo, che all’occorrenza raddoppia la velocità degli scontri e quadruplica quella dell’esplorazione, consentendo ai giocatori interessanti esclusivamente alla trama di completare il titolo in un numero di ore assai inferiore alla norma. Una tappa, insomma, che chiunque voglia affasciarsi al terzo e quarto capitolo della tetralogia non dovrebbe precludersi per nessuna ragione al mondo.

Nel caso abbiate già completato l’avventura su PlayStation 3 e PS Vita, l’edizione PS4 potrebbe non fornirvi abbastanza incentivi per giustificare un secondo acquisto. L’inclusione del fenomenale doppiaggio giapponese e di tutti i DLC rilasciati per le versioni precedenti, in ogni caso, garantiscono alla rimasterizzazione il titolo di versione migliore attualmente disponibile sul mercato. Peccato soltanto che le versioni rimasterizzate di Trails of Cold Steel e Trails of Cold Steel II, pur formando un gioco unico e a suo tempo diviso per ragioni di lunghezza, non siano state stavolta vendute attraverso un’unica soluzione e ad un prezzo più contenuto.

The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel II
The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel IIVersione Analizzata PlayStation 4Potendo contare su un mondo meraviglioso e magistralmente edificato dal proprio predecessore, The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel II eredita e migliora sotto ogni aspetto la formula adottata dal primo episodio della tetralogia, regalando al giocatore un impianto narrativo più adrenalinico, drammatico e persino commovente. Vantando i medesimi accorgimenti apportati alla versione rimasterizzata del capostipite, l’edizione PS4 di Trails of Cold Steel II rappresenta senza dubbio la versione definitiva del prodotto, nonché un titolo immancabile nella videoteca di chiunque si consideri un vero appassionato di JRPG. Ne consigliamo quindi il recupero assieme al primo episodio, col quale inscena una storia unica e indimenticabile.